sono dio

Sono Dio” – Estratto inedito dal romanzo di Giacomo Sartori

Un dio fa infinite cose, questo lo sanno proprio tutti, ma nello stesso tempo per quanto possa sembrare paradossale non ha niente di particolare da fare. Non è uno sfaccendato, però nemmeno un ragioniere che timbra ogni giorno il cartellino, e tanto meno un fanatico dell’attività. Fa quello che deve fare senza affannarsi e senza stressarsi, senza farlo pesare. Per certi versi senza nemmeno accorgersene. Un dio come prima cosa sta lì a fare il dio. Guarda e ascolta, anche se il suo guardare e ascoltare non hanno nulla a che fare con quelli degli uomini. Sono Dio, pensa.
Contemplo, veglio. Osservo per esempio la galassia chiamata Via Lattea, e più precisamente quello che viene chiamato sistema solare, e più in dettaglio ancora il pianetino chiamato Terra. I miei occhi, faccio per dire, cadono su una ragazza molto alta (tutto è relativo) che si trova in una stalla supertecnologica: agli antipodi, non vorrei che sorgessero equivoci, del bucolico raccoglimento di un presepio. Vedo che infila la mano guantata nell’ano di una mucca, e con un rapido movimento rotatorio del polso ne estrae qualche manciata di feci di consistenza fangosa. Dopodiché pulisce la turgida vulva dell’animale, la divarica e inserisce l’apice di uno strumento che ricorda per certi versi una siringa e per altri una pistola, spingendo per farlo penetrare, ogni tanto ruotandolo. Nello stesso tempo rinfila il pugno sinistro nel sedere, questa volta immergendo tutto il braccio fino oltre il gomito. Come sbilanciandosi per raccogliere un oggetto caduto dietro un mobile.


inedito di Giacomo Sartori (che uscirà nelle librerie per NN Editore domani, giovedì 26 maggio 2016)