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Il Branco – Articolo di Ludovica Ricceri

Cinque anni fa nasceva Il Branco, un progetto che però si concretizza nel 2015.
Nicola Pressi, Francesco Gambini e Leonardo Pressi sono tre giovani artisti che il 4 novembre hanno lanciato il loro primo EP contenente quattro tracce: Il teorema di Neanderthal, Lettera aperta… in due, Per sciogliere i nodi, Inferni e primavera.
Il 19 novembre l’EP è già un vinile.
In copertina una donna dalla pelle nivea, di schiena, che ci dà le spalle.
L’accoppiata dei testi profondi di Francesco Gambini e delle musiche leggere ma avvolgenti di Nicola Pressi è indubbiamente vincente.

Perderemo ancora tempo a cercare il nostro tempo
Io invece voglio regalartelo perché sto meglio.
Dove sono i gomitoli
Per evitare gli ostacoli
I tuoi capelli dipinti
Per i miei labirinti.

Ci sono parole buttate su un foglio bianco quasi in automatico ed altre che invece sono studiate, pensate, calibrate. Ci sono parole che, invece, sono semplicemente belle.
Ed è quello che ho pensato quando ho letto questi testi: non sono scontate e nemmeno calcolate, sono solo belle.
Ho imparato a convivere con questo amore spropositato per tutto ciò che è parola e che di conseguenza diventa immagine e immediatamente prende forma nella mia testa.
E allora immagino Teseo nella quotidianità che cerca una via di fuga, che cerca i gomitoli per lasciarsi alle spalle quel labirinto che è la sua realtà. E forse tutti, una volta nella vita, ci siamo sentiti un po’ come lui.

Vorrei smettere di bere vorrei smettere di bere
Ma se ti scrivo da ubriaco dicono che è amore.

Il tono della voce è pungente, quasi graffia, eppure non può non trapelare quel pizzico di dolcezza di cui ogni parola è impregnata.
Amore, rabbia, confusione. Termini chiave di ogni traccia.
Come Inferno e primavera, d’altronde. Titolo interessante di per sé proprio per l’accostamento di due forme distanti anni luce.

Guarda come è fotogenica la nostra angoscia.

Concretizzare uno stato d’animo diventa improvvisamente semplice, fattibile. Prende forma e diventa fotogenico. Puoi guardarlo, puoi guardarti dentro.
E infine ci dicono che “il futuro è un tentativo” e come ogni tentativo ha il diritto di fare un po’ paura.
È una visione forse un po’ triste ma innegabilmente sincera.

Ho ascoltato ogni canzone più volte, sorridendo di frequente e senza accorgermene, cantando qualche strofa al ritorno dall’università (beccandomi pure qualche occhiata dai passanti che hanno avuto modo di appurare la mie scarse capacità canore).
E che dire? Funzionano. Alla grande.

articolo di Ludovica Ricceri