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*
Sono nata un venerdì, il giorno pari dell’inverno
gli anni sgranati una vertebra alla volta.
Tolgo le briciole dalla tavola della colonia antica
della casa bianca nel prato, il bosco
dove andavamo insieme ai grandi;
la rosa di mia madre, la testimonianza
i tulipani bianchi si sciolgono tra le mie dita.


*
La piazza, le strade viste lontano
da quello che era il balcone
contati i luoghi, l’asfalto, i mattoni.
Il sonno non è stato caldo, mai
voci di gioco dal cortile
nella cucina, i mobili bianchi
i compiti fatti
la tenda posava la sua grazia
sulla mano tesa;
avevo compreso la vita
ero pronta al perdono.



due poesie inedite di Gisella Genna