Filippo Davòli

*
Con quanta disperata felicità coltivo il segreto
di un vento che si rinnova dentro di me.
La dolcezza ha i suoi richiami inconfondibili,
tu mi semini una tempesta negli occhi.
Non dobbiamo fare nulla, nemmeno posso
valicare lo spazio grande dell’illusione.
Ma il sogno è libero, lo sguardo rapace
non riesce a sfiorarne minimamente la grazia.
E tutto è volo, tutto è apertura.



*
Non serve esagerare con le parole.
Anche le note ne bastano poche, ma vere
– l’anima, l’anima…
era Chet che parlava,
lo diceva al giovane sax che riempiva
il soffitto di virtuosismi. E poi lui
lo sterminò con una nota sola.
Un lamento basso, interiore
che ci innalzò al tormento.



due poesie inedite di Filippo Davòli